venerdì 24 marzo 2000

SHARM EL SHEIK - 2K: CAPITOLO 2 - La buona vacanza si vede dal mattino

    La settimana passa tra bagni in un mare di un blu mai visto e colmo di una varietà incredibile di pesci (io ero abituato all’Adriatico, quindi si può solo immaginare lo stupore di fronte all'immensa fauna marina del Mar Rosso), con alcune escursioni a Naama Bay e nel deserto: la più bella è stata la cammellata nel deserto a notte fonda e senza luna, potendo così ammirare una volta celeste e le costellazioni come mai viste prima. 

    In una delle passeggiate a Naama Bay, un paesino piccolo di pescatori con negozietti sparsi qua e là, un commerciante, nel mercanteggiare la vendita dei soliti papiri e profumi (tipicamente turistici, ma comunque di nostro interesse), mi ha detto che se gli avessi "ceduto" mia moglie, mi avrebbe dato ben 20 cammelli. Ovvio che è la tipica battuta egiziana per noi stranieri, ma è stato divertente negoziare "per finta" la cessione di Elena convertendo i cammelli nei più comodi cavalli di razza. Elena ovviamente mi ha poi riempito di schiaffi...più che altro perché diceva che valeva ben più di quei cammelli o cavalli proposti...

    In nessuno di questi giorni ho incontrato la hostess del tour operator, ne tanto mento gli altri ospiti tedeschi che nemmeno conoscevo.

    Arriva il giorno della partenza: alle 8 del mattino bussano alla porta della nostra stanza. Apro e vengo accolto da sorrisi smaglianti di due facchini pronti a prendere le mie valigie. Io sono ancora in pigiama e con gli occhi che stentano a restare aperti, con Morfeo ancora aggrappato sulle spalle. “Ma io ho l’areo oggi pomeriggio alle 16.30, è troppo presto! Non preoccupatevi, le valige me le porto io più tardi” dico loro con cortesia. I due si scambiano degli sguardi sbigottiti, ma mi sorridono e salutano interdetti e poco convinti. Io invece provo a tornare a letto, ma ormai Morfeo mi ha abbandonato.

    Ci alziamo, ci mettiamo il costume, andiamo a fare colazione e poi di corsa giù in spiaggia per le ultime ore di sole. Poco prima di pranzo, immaginando che ci si un punto d’incontro da qualche parte in cui raggrupparsi prima di andare in aeroporto, mi dirigo verso la reception in cerca della famosa hostess, snobbata fino a quel momento.

    La trovo seduta alla scrivania intenta a scribacchiare, mi presento e le chiedo con un sorriso a 32 denti a che ora dobbiamo incontrarci per prendere il volo per Düsseldorf. 

    La ragazza diventa pallida, inizia chiaramente a sudare freddo e a agitare le mani mentre dilata oltre misura sia occhi che bocca. Io la guardo e non capisco…

    MA IL VOSTRO VOLO PARTE TRA UN’ORA!!” si mette a urlare la ragazza, “DOVRESTE GIÀ ESSERE IN AEROPORTO CON GLI ALTRI!”.

    Evidentemente non lo siamo”, penso ancora poco consapevole della gravità delle sue parole, tant'è che le rispondo candidamente "Ma il volo non è mica alle 16.30? Come mai tutta questa fretta?"

    Nel farneticare in pieno panico la hostess mi chiede come ma io non abbai guardato sulla bacheca per avere aggiornamenti sul volo come lei aveva suggerito al primo briefing di benvenuto…

    …ora capisco a cosa servono i briefing…

    Cos’era accaduto: io, che come dicevo non ero mai andato in un villaggio organizzato, non sapevo che i voli charter potessero subire cambi di orario addirittura di intere giornate (in seguito ho imparato che i charter anticipano sempre i voli, non rispettano l'orario originale e soprattutto non li ritarano mai). Capisco ritardi nei voli, ma non anticipi consistenti…. E non avendo verificato la sera prima (come avrei saputo se avessi presenziato al briefing) era rimasto all’oscuro del “rescheduling” del volo alle 12.00 circa.

    A questo punto il panico assale anche me quando la ragazza mi chiede - o si chiede ad alta voce - come diavolo farà a portarci all’aeroporto visto che non c’è più il bus. Mentre lei cerca di trovare una soluzione mi consiglia di presentarmi con le valigie in recepiton “SOFORT!”, ovvero “subito!”.

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